| ..correva l’anno 2001
Gigi D’Alessio è stato interrogato ieri a Brescia dagli inquirenti che lo accusano di essere invischiato con la camorra napoletana. D’Alessio è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa di stampo camorristico. Agli inquirenti il cantante napoletano deve spiegare, tra l’altro, per quale ragione la carta di identità del fratello fosse in una pizzeria a Brescia con, al posto della fotografia autentica, quella del camorrista Luigi Buono. Ma D’Alessio deve anche parlare di un conto corrente aperto presso una banca bresciana e su cui lui effettuava versamenti che poi sarebbero stati incassati da Ciro Russo, altra persona accusata di essere camorrista. D’Alessio è arrivato in questura a Brescia con un taxi e ha risposto affermativamente, con un cenno della testa, alle domande dei cronisti: “ti senti tranquillo?” e “i tuoi fans ti sono stati vicini?”. Ha invece allargato le braccia quando gli è stato chiesto cosa si aspettasse dall’interrogatorio. Lo hanno accompagnato i legali Giuseppe Frigo e Gaetano Malinconico. Gigi D’Alessio è uscito dalla Questura di Brescia, al termine dell’interrogatorio cui è stato sottoposto dai pm Fabio Salamone e Paolo Savio. Il cantante napoletano è stato interrogato per quasi 3 ore e mezza nell’ambito dell’inchiesta relativa all’operazione “Vesuvio”, che ha consentito di scoprire nei mesi scorsi collegamenti tra la malavita bresciana e la camorra. Sto cercando di capire come finita.
Gigi D'Alessio ha ricevuto oggi un avviso di garanzia in cui si ipotizza per lui il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. L'avviso gli è stato consegnato dagli agenti della squadra mobile di Napoli in collaborazione con i colleghi di Brescia. L'abitazione del cantante sarebbe stata perquisita. Secondo quanto si è appreso, l'indagine è della procura di Brescia che ha anche emesso cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere. Dalle prime ore di stamani è in corso in Lombardia e Campania un vastissima operazione, coordinata dalla DDA di Brescia, che ha consentito di disarticolare una pericolosa associazione di stampo camorristico dedita al traffico di stupefacenti (in particolare il traffico di cocaina che dal Sudamerica arrivava in Italia via Spagna), riciclaggio, usura, estorsione e contrabbando di tabacchi lavorati esteri. Sono state emesse dal gip di Brescia 29 ordinanze di custodia cautelare in carcere (delle quali 23 sono state eseguite dalla polizia di Stato, 5 dai Cc e 1 dalla guardia di Finanza) a carico di altrettanti affiliati a una cellula della camorra napoletana direttamente collegata ai clan facenti parte della cosiddetta "Alleanza di Secondigliano" e operante anche in provincia di Brescia. "Non so nulla di questa storia", aveva glissato nella mattinata Gigi D'Alessio, popolarissima voce napoletana che dal sottobosco della canzone neomelodica è arrivato al grande successo pop nazionale, passando per palasport di tutta Italia e la partecipazione a Sanremo. Nel pomeriggio, dai microfoni di "La vita in diretta", si è poi sfogato: "Diciamocelo: sta cosa è successa pure a Frank Sinatra... Mi hanno chiamato moltissime persone preoccupate chiedendomi cosa era successo. E io li ho tranquillizzati. Io non so di cosa mi accusano. Non c'entro nulla con certe cose. L'ho detto tante volte: ho cantato a moltissimi matrimoni, ho conosciuto migliaia di persone e mi sono fatto fotografare con loro. Alcuni li ho anche abbracciati e baciati. Ma che vuol dire? Erano matrimoni". Il suo avvocato, Antonio Albo, ha aggiunto che D'Alessio "esclude ogni suo coinvolgimento in questa storia" e "attende con fiducia" l'esito delle indagini della magistratura. "D'Alessio non si avvarrà della facoltà di non rendere dichiarazioni, ma intende dare tutte le risposte alle domande che il magistrato gli farà. D'Alessio è un personaggio pubblico, si rende conto perfettamente del fatto che non potrebbe trincerarsi dietro a 'un non so'. Certamente la sua è la vita di un artista che ha conosciuto migliaia di persone, per cui niente vieterebbe, per ipotesi, che possa conoscere qualcuno dei suoi coindagati. Ma questo non ha alcun significato, perché lui non si sente responsabile di alcunché". La notizia dell'avviso di garanzia ha colto di sorpresa anche il manager del cantante napoletano, Pierluigi Germini, e la sua casa discografica Bmg Records. "Non ne so assolutamente nulla", ha tagliato corto Germini. E intanto clamorosamente è sceso in campo, a favore del cantante, Mario Merola, il re della sceneggiata, anche lui chiamato in causa, molti anni fa, per vicende legate alla camorra da cui però fu prosciolto. "E' una bolla di sapone, Gigi non c'entra niente - ha dichiarato Merola -. Noi artisti spesso capitiamo in mezzo a persone che neanche conosciamo che ci chiedono di fare insieme delle fotografie e magari capita che ci sia qualcuno che abbia problemi con la legge, ma ripeto si vedrà che è una bolla di sapone. Gigi è un grande artista e non a nulla a che vedere con certe storie. E' un ragazzo pulitissimo". Merola ha chiamato D'Alessio per manifestargli la sua solidarietà. "Era sconvolto per questa storia - ha dichiarato - ma io gli ho detto di stare tranquillo perché la verita verrà a galla, ne uscirà certamente alla grande e la vicenda che lo riguarda verrà archiviata come capitò a me molti anni fa. Sono addolorato per quanto è avvenuto perché conosco Gigi e so che è un ragazzo non pulito ma pulitissimo. Sentire come era amareggiato mi ha fatto piangere. Comunque questa sua presunta frequentazione della camorra non esiste proprio. L'unico 'reato' che ha commesso e che continuerà a commettere è lo studio del pianoforte e del canto". (25 settembre 2001)
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"Perchè una società vada bene, si muova nel progresso, nell'esaltazione dei valori della famiglia, dello spirito, del bene, dell'amicizia, perchè prosperi senza contrasti tra i vari consociati, per avviarsi severa nel cammino verso un domani migliore, basta che ognuno faccia il suo dovere." Giovanni Falcone
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